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       CSEL © 2003

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     Credits

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si veda a piè dell'immagine un breve appunto esplicativo
premendo invece sulla stessa
si accede direttamente all'intervista

 

n. 37/2005, Padova







Questa è, ovviamente, solo un'intervista, e non un testo accademico. Anche perché essa è comparsa in una curiosa (e spartana) collana di testi pubblicata da un variegato gruppo di amici usi a dibattere di argomenti i più disparati durante peregrinanti riunioni conviviali nelle trattorie tipiche del Vene-to, dove la "tipicità" va intesa come il coniugarsi dell'antica origine del sito con la permanenza di tradizioni culinarie autoctone.
Il valore immateriale della tradizione fa riandare il "colpevole intervistato", se mi è consentito esprimere ciò in questo appunto, al ricordo commosso di Giorgio Lago, da poco scomparso.

Giornalista di razza, nonché attento "lettore" di una realtà veneta ahimè troppo spesso banalizzata, Lago detestava i luoghi comuni. E, per restare al tema, egli trovava nel "modello veneto" l'archetipo di una (pericolosissima) illusione ottica collettiva. Il "modello" non era per lui quello celebrato dalla politica politicante, bensì l'esito virtuoso delle mille energie individuali che i veneti avevano saputo trarre da un antico, e problematico, passato.
Ritornando a questa intervista, essa compare in un numero de
"I nuovi Samizdat", una denominazione che richiama i testi clandestini della dissidenza dell'ex-Urss. Ovviamente il richia-mo è alla circolazione di questi libretti, volutamente ristretta ai sodàli di questa sorta di salotto itinerante e a pochissimi "amici degli amici". E tuttavia, anche se tirato in numero li-mitato di copie, il testo qui riprodotto contiene spunti in qualche modo utili ad approcciarsi ad un tema complesso co-me quello del supposto "modello veneto di sviluppo".


                                                            
Padova, marzo 2005


***




G. ROVERATO insegna Storia economica nella Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Padova, e Storia dell'industria nel Master in "Conservazione gestione e valorizzazione del patrimonio industriale" promosso da Università di Padova, Politecnico di Torino, IUAV di Venezia e dai Comuni di Terni e di Schio, del cui Comitato ordinatore è componente. Nella Facoltà di Economia, sempre a Padova, egli tiene poi un corso di Storia economica e dell'impresa.

I suoi interessi di ricerca riguardano in particolare la storia imprenditoriale e la storia dello sviluppo economico. In questo ultimo ambito, egli si è occupato dell'avvio e della crescita della industrializzazione del Veneto. La sua bibliografia comprende un centinaio di titoli, tra monografie e saggi apparsi in riviste o volumi.




e-mail: giorgio.roverato@unipd.it





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