ricordo di un imprenditore


        oggi è
                               ***

          Giorgio Roverato
           è socio

         
         Associazione di Studi e
          Storia sull'Impresa
           Milano



         
         Società Italiana degli
         Storici dell'Economia

     

 

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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       CSEL © 2003

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     Credits

 

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Paolo Morassutti

(1927-2013)





Era l'ultimo figlio di Federico Morassutti, l'uomo che nella prima metà del '900 aveva trasformato l'azienda di famiglia - attiva nella intermediazione all'ingrosso e al dettaglio di ferramenta, legname da costruzione e casalinghi - da impresa prevalen-temente radicata in Veneto in un solido gruppo in grado di presidiare con proprie filiali e magazzini buona parte del territorio nazionale. Un gruppo che, anche grazie all'opera di Paolo, divenne ancor più rilevante negli anni Cinquanta e Sessanta di quel secolo, costituendo la prima realtà distributiva nello specifico settore della ferramenta e dei casalinghi.

La “Paolo Morassutti”, costituita nel 1895, era in realtà la prosecuzione di una attività mercantile avviata nei primi decenni dell’800 a San Vito del Tagliamento, importante centro agricolo della provincia del Friuli, all’epoca dominio italiano dell’impero asburgico, e poi consolidatasi con l’approdo a Padova (1862-64).

Conobbi Paolo M. nel 1992, quando egli si fece promotore della ricostruzione della storia della sua famiglia. Con quell’opera, pubblicata per i tipi di Neri Pozza nel 1993, e di cui mi affidò la curatela, egli voleva non solo ricordare un grande successo imprenditoriale, ma anche trasmettere ai componenti più giovani dei diversi rami di quella famiglia senso e orgoglio di appartenenza. Pur passata traumaticamente di mano nel 1971, e di lì a poco coinvolta nel crollo della Banca Privata Italiana di Sindona che l’aveva acquisita, la Morassutti aveva infatti rap-presentato una pagina di rilievo nella modernizzazione del nostro sistema distributivo, grazie a intuizioni e innovazioni organizzative cui attinsero poi a piene mani quanti entrarono in quel comparto. Intuizioni e innovazioni nelle quali l’imprenditore scomparso ebbe parte non marginale.

Uomo garbato, attento all’ascolto degli interlocutori, stimato e anche amato dai suoi dipendenti, in lui la responsabilità sociale dell’impresa era pratica concreta, e non già – come spesso oggi accade – mera operazione di marketing.

Mi piace ricordarlo così: uomo naturalmente teso al nuovo, e tuttavia portatore di valori antichi, di cui era parte anche la sua passione di collezionista di auto d’epoca. Può sembrare un tratto banale, quest’ultimo: ma a me pare che una persona vada rappresentata a tutto tondo, e quindi non solo per ciò che ha saputo costruire, ma anche per le sue passioni, per le sue pulsioni, per i suoi hobbies…

Giorgio Roverato

Padova, 15 Agosto 2013

 

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