Immagine Avatar
Partecipa alla discussione...


  • in questa conversazione
Accedi con
o registrati su Disqus

Disqus è una rete di conversazione

  • Disqus non modifica o censura commenti. Il regolamento è stabilito da questa questa stessa community.
  • Con noi il tuo indirizzo email è al sicuro. Viene utilizzato solo per la moderazione e le notifiche opzionali.
  • Non essere scorretto e non fare nulla di illegale. Tutto sarà più facile in questo modo.

Leggi i termini e le condizioni

  • Sottoscrivo fino alla virgola le valutazioni del prof. Roverato e spero di leggere a breve un suo saggio complessivo sulla fine, ingloriosa, di una grande dinastia di imprenditori. L'estromissione di Pietro Marzotto fu un atto di rapace idiozia.

      • Pietro Marzotto vendette,da nessuno obbligato. Il prof. Roveraro parla di fatti che non conosce e quel che é peggio accusa senza conoscere i fatti. Si aggiunge così al lungo elenco di disinformati qualunquisti che popolano il nostro Bel Paese.

        • Non afferro perché il Vicepresidente della Marzotto si amareggia per le parole in libertà di uno dei tanti «disinformati qualunquisti che popolano il nostro Bel Paese»…
          Ma poiché educazione, e rispetto per i lettori, vogliono che io dia una qualche risposta, elenco una serie di fatti:
          a) nell’intervista non ho mai affermato che Pietro Marzotto sia stato costretto a vendere. Non potevo farlo per il semplice motivo che, conoscendolo, so che nessuno avrebbe potuto costringerlo a fare un bel niente;
          b) egli ha però venduto il pacchetto azionario di maggioranza relativa dell’azienda che aveva risanato e fatto grande, si è disfatto della sua residenza ed ha lasciato una città (Valdagno) cui era intimamente legato;
          c) egli così agì non per "fare cassa", ma perché si erano irrimediabilmente deteriorati i rapporti all'interno dell'azionariato familiare, come ha più volte dichiarato in pubbliche interviste.
          In una di queste sue dichiarazioni, egli ebbe anche a dire che dalla Marzotto era stato “cacciato”. Potevo riprendere quella affermazione: ma mi sono guardato bene dal farlo: proprio perché non era un “fatto”,
          ma solo l’amara sintesi, anche un po’ autoironica stante la caratura del personaggio, della sua uscita di scena.
          Tranquillizzo perciò il Vicepresidente della Marzotto: io studio i fatti, e solo su di essi lavoro, ed esprimo valutazioni.
          E, allora, perché prendersela con il “qualunquista” di turno? Forse per il titolo dato dal giornale all’intervista? Eppure lo sa anche un bambino che il titolo a una intervista non lo dà certo l’intervistato.