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  Venerdì 14 Maggio 2004
Giorgio Roverato, docente di economia all’università di Padova
«Questa città ha bisogno di un vero scossone E il suo futuro non può essere che culturale»

(g. n.) «Valdagno ha bisogno di uno scossone. Ci vuole uno slancio. Secondo me il suo futuro non può che essere di carattere culturale. Un progetto forte. L’università del tessuto e dell’abbigliamento. Con dei master di styling. Diventerebbe un centro europeo». Il prof. Giorgio Roverato, docente di storia economica all’università di Padova, è uno degli emigrati illustri di Valdagno. Si presta volentieri a far da candidato sindaco virtuale. «Sì - dice -, se fossi candidato sindaco mi batterei per questo. E un progetto che era stato tirato fuori in passato, non l’ho inventato io. Adesso però è il momento per lavorarci sopra concretamente». «La realtà di Valdagno è in sofferenza perchè in passato, qualche decina di anni fa, non sono state colte alcune sfide - osserva Roverato -. Propongo di discutere sull’idea di costruire a Valdagno un centro di ricerca sul tessile e l’abbigliamento. Sono le risorse materiali disponibili in loco. Si fa come s’è fatto per ingegneria gestionale a Vicenza, non una sezione staccata, una facoltà vera e propria». Un corso di laurea in ingegneria tessile, in abbigliamento, con dei corsi di alta specializzazione nella moda, dei master che potrebbero ridare vitalità anche al vecchio e ai suoi tempi glorioso Itisvem, quando negli anni Sessanta lo frequentavano anche gli stranieri. Adesso che la Marzotto sta smobilitando?
«Il tessile, e più di recente l’abbigliamento sono le peculiarità della vallata. Sulla Marzotto attenzione: è vero che la produzione è stata delocalizzata, ma la testa resta a Valdagno. È il momento adatto per coinvolgere l’azienda in un progetto in cui sarebbe interessata tanto quanto le altre aziende vicentine sono interessate ad ingegneria gestionale. Un centro di eccellenza con la ricerca in loco crea legami con l’esterno, con l’Europa. Credo che in Europa ce ne siano forse uno o due centri di questo genere».
Chi dovrebbe darsi da fare per primo?
«Il Comune, l’ente locale - risponde il candidato virtuale - È necessario un lavoro di coagulo, un grande impegno per coinvolgere enti e associazioni, per mettere insieme pubblico e privato, creare un consorzio. Ci vogliono risorse ingenti, ma si deve tener conto dell’indotto che un’iniziativa del genere porterà».
Di recente è stata inaugurata l’università del gusto a Pollenzo. Ha solo sessanta posti che saranno assegnati dopo aver selezionato le settemila e passa domande giunte da tutto il mondo. Chi lo avrebbe detto?
«Un centro di eccellenza per gli studi sul tessile e l’abbigliamento a Valdagno, è un modo corretto per mettersi alla testa dei cambiamenti che riguardano il settore. La risposta alle sfide della globalizzazione, se si vuole stare sul mercato, è governare i fenomeni».
Stavolta il «candidato» la propria proposta la mette volentieri a disposizione dei concorrenti.

Bassano...
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